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Visualizzazione dei post da febbraio, 2022

FRAMMENTO FILOSOFICO DI ANTONIO SANSONE

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U n poetico "frammento filosofico" di Antonio Sansone, raffinato filosofo e studioso di storia e finissimo traduttore, per diletto, dal greco e dal latino. Uno dei non molti pensatori che si è sempre interrogato, anche qui sul Web, in modo critico sulla gestione politico-sanitaria di questo periodo che stiamo attraversando, testimoniando concretamente la possibilità di mettersi in discussione, confrontarsi con le ragioni dell'altro, per cercare di sviscerare in modo obiettivo i pro e i contro, per un pensiero impegnato ma non di parte. Come dovrebbe sempre fare ogni vero filosofo, testimoniando non solo con le parole la purezza di intenti della propria ricerca. La pagina della prefazione della rivoluzionaria tesi di Carlo Michelstaedter, si apre con una citazione, in greco, da l’ “Elettra” di Sofocle: “So che faccio cose inopportune e a me non convenienti”. Ivan Crico " La storia non è magistra di niente che ci riguardi..." E. Montale, La storia. È così : la st

OPERE DELL'ARTISTA PAOLO CERVI KERVISCHER

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𝐎𝐏𝐄𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐀𝐑𝐓𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐏𝐀𝐎𝐋𝐎 𝐂𝐄𝐑𝐕𝐈 𝐊𝐄𝐑𝐕𝐈𝐒𝐂𝐄𝐑 𝐏𝐄𝐑 "𝐆𝐑𝐔𝐏𝐏𝐎 𝐏𝐎𝐄𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐈𝐋 𝐆𝐑𝐄𝐄𝐍 𝐏𝐀𝐒𝐒" Ha scritto l'artista: "Sono cose nuove che sto facendo - prevalentemente faccio pittura - poiché in questo periodo mi sono fatto ispirare, e queste per me sono le erme della contemporaneità, che io chiamo "della vergogna e del disonore". L'interpretazione dell'opera, sebbene sempre aperta, non ha bisogno di troppe spiegazioni". Nel blog troviamo anche un'altra opera, realizzata durante i mesi piagati dal lockdown, intitolata "Prigione", ispirata alle famose statue michelangiolesche. Paolo Cervi Kervischer vive e lavora a Trieste. Studia nella Scuola di Figura del Museo Revoltella con Nino Perizi. Nel 1981 si diploma in Pittura all’Accademia delle Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova. La sua passione per i viaggi e per la conoscenza lo porta in diversi paesi, come la Germania, la

POESIA DI ANDREA LAIOLO

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POESIA DI CARLO CUPPINI

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  "In questo lungo inverno dei diritti" - come ha scritto Linda Maggiori su Pressenza - "oltre alla disobbedienza agli ordini ingiusti, sempre più cittadini stanno portando avanti scioperi della fame: ha iniziato il 31 dicembre 2021 Davide Tutino, professore di liceo a Roma, sospeso perché non vaccinato (ma guarito da un anno), poi a staffetta il prof Saverio Mauro Tassi, Diego Zannoli, Luigi Magli. A loro si sono uniti un nutrito gruppo di scrittori, giornalisti, pedagogisti, operatori sanitari: Carlo Cuppini, Paola Olivieri, Licia Coppo, Sergio Porta, Antonella Marsilia, Luca Cellini e tanti altri in solidarietà, tra cui Alberto Cantoni e Donatella Campai, Ivan Crico. Scioperi portati avanti con mitezza e determinazione, con la vera forza della nonviolenza. Una staffetta di persone vaccinate e non, che andrà avanti fino al 31 marzo 2022. Ognuno digiuna finché può. Chi 10 giorni, chi 24 ore, ma quel che conta è il messaggio: basta discriminazioni!". Alla fine del p

POESIA DI LILIANA FANTINI

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𝐃𝐚𝐥 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐨 𝐩𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 "𝐄𝐭𝐢𝐦𝐚𝐬𝐢̀𝐚" 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐎𝐫𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚

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𝐃𝐚𝐥 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐨 𝐩𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 "𝐄𝐭𝐢𝐦𝐚𝐬𝐢̀𝐚" 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐎𝐫𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 Nella mia pittura spesso compaiono riferimenti alla storia dell’arte, in particolare quella antica, bizantina per esempio. La maestà, la madonna della tenerezza, il volto come passaggio.  In questi lavori ho ripreso il motivo iconografico bizantino dell’etimasia, il trono vuoto. A differenza dell’ originario positivo significato dell’attesa e preparazione per il Cristo che verrà, queste poltrone preziose ma abbandonate e logore alludono ad altro. Una critica verso chi calpesta e imbratta valori imprescindibili a chi si permette di non curarsi della sacralità della vita, portando a simbolo del sacro ciò che sacro non è. L’antiscientificità del mistero a cui sono molto grato, non ha a che fare con l’ignoranza ma con la consapevolezza e la spiritualità. La storia di un popolo si costruisce molto lentamente. Filo dopo filo come su un telaio si crea la trama e le scelte, le direzi

POESIA IN VENEZIANO DI FABIA GHENZOVICH

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“ Di una lingua altamente eufonica ed elegante” Sul veneziano come lingua di poesia. Guida insostituibile e preziosa per iniziarci ai misteri della lingua veneziana - e godere, al tempo stesso, della sua sconfinata ricchezza fonico/espressiva - il grande "Dizionario Veneziano, della lingua e della cultura popolare nel XVI secolo" a cura di Manlio Cortellazzo, è un libro di più di 1500 pagine, disseminate da una quantità impressionante di citazioni e rimandi, frutto di un paziente lavoro di decenni negli archivi e nelle biblioteche. Una ricerca scientifica di altissimo livello ma mai disgiunta da una partecipe adesione emotiva alle vicende umane che questi segni traghettano, da quei secoli lontani, fino alle rive del nostro presente. Emerge difatti, sfogliando queste pagine, l'immagine di una Venezia che è, al tempo stesso, gelosa custode (come sempre sarà) del proprio passato, fucina ribollente di nuove idee e porto aperto su cui attraccano, dai mari e dalle terre più re

POESIA DI PAOLA GANDIN

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  "In alcune presentazioni di me dicevo: di estrazione proletaria, con una sfumatura d'orgoglio per la famiglia operaia, per quell'appartenenza con gli umili e gli oppressi, mentre mi tatuavo una ICS sulla mano destra per decretare che la voce del Poeta non ha codice fiscale. Nasco nel 1964, anno del Drago, nella provincia più confinante con l'Est, Gorizia, nella città più a nord del Mediterraneo/ Adriatico, Monfalcone. Da ovest arriva l'industria, da Sud la manodopera. Una chicca incastonata fra Carso e mare, con tanto di Terme Romane miracolose e fiume sotterraneo, votata all'industria navale; l'ho sempre odiata per questo, anche prima che arrivi il camino assassino della centrale a carbone. Insomma nasco nello scempio della città simbolo delle navi da crociera, del cantiere altrettanto assassino, simbolo di amianto, lo stesso che ha portato via mio padre. Appena imparai a scrivere scoprii la gioia della passione dell'anima e trovai consolazione nei v

POESIA DI FLAMINIA CRUCIANI

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"LE PENSANTI", DIPINTO DI GIORGIO PIGNOTTI

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  La locuzione latina Ut pictura poësis, formulata dal poeta Quinto Orazio Flacco, e che tradotta letteralmente significa “Come nella pittura così nella poesia” (Orazio, A. Pisone, 361), ci ricorda che “la poesia è come un quadro” o “un quadro è come una poesia”. Noi aggiungiamo, con Celan, che da sempre la poesia intride ogni voce, segno, gesto che si protende verso l'altro, oltrepassando ogni barriera fisica o mentale, alla ricerca di un colloquio autentico. "...riflettevo sul fatto che i tanti che hanno riposto il senso della storia tra le pagine dei libri, l'hanno poi perduto, o abbandonato ( ed è il senso della conoscenza "orizzontale"... ). Quello che sta succedendo e i silenzi imbarazzanti sono la dimostrazione di un mancato riconoscimento del senso della storia. I pochi che l'hanno conservato nel cuore ( conoscenza "verticale" ...), hanno percepito immediatamente il "senso della storia" dietro gli accadimenti presenti. Si è riuscit

POESIA DI PAOLA MASSONI

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POESIA DI FRANCESCO MOLA

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POESIA DI UMBERTO FAZZI

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La poesia di Umberto Fazzi è  un’accorata invettiva che parte da una situazione di chiusura e sofferenza per poi elevarsi a una dimensione quasi mitica, in cui le contrapposizioni non si giocano più nelle stanze degli ospedali, ma a un livello universale, in uno scontro titanico che comprende il cielo e la Terra. La parte finale si apre alla redenzione, al ritorno dei morti come fossero compagni di lotta e all’incitamento, con armi e stelle in pugno, a formare una nuova Resistenza. Allo slancio utopico di Umberto Fazzi vogliamo accostare uno dei più grandi poeti rivoluzionari, Vladimir Majakovskij: “Ascoltate,/compagni posteri,/l'agitatore,/lo strillone-caporione./Soffocando i torrenti della poesia,/io avanzerò/tra volumi di liriche,/da vivo/ ai vivi parlando./Verrò da voi/in un futuro comunista,/non come/il melodioso bardo eseniano./ La mia poesia giungerà/attraverso i crinali dei secoli/e attraverso le teste/dei governi e dei poeti./La mia poesia giungerà alla meta,/ma essa vi

POESIA DI VIOLANTE VIBORA

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La riflessione sui due anni trascorsi tra reclusione e restrizione, porta all’identificazione dell’esperienza esistenziale con la stessa poesia che si sta scrivendo. La poesia come il corpo è un bosco sacro, inviolabile, anche se questa rivendicazione decisa e irrevocabile ha il suo contraltare in una profonda solitudine, evocata come una luminosità sempre più flebile: luce sul portone, filamento di lampadina, crepuscolo. A questa poesia vogliamo accostare in benaugurante contrasto le parole di H.D.Thoreau, da “Walden-Vita nel bosco”:” Non ci può essere malinconia nera per colui che vive nel mezzo della Natura con i sensi tranquilli. Non c’era mai stata una tempesta che non fosse musica eolia per l’orecchio sano e innocente. Nulla può, di diritto, costringere un uomo semplice e coraggioso a una tristezza volgare. Mentre godo l’amicizia delle stagioni, confido che nulla possa rendermi la vita un peso.”(trad. di S.Proietti)

POESIA DI 𝐑𝐨𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐑𝐚𝐠𝐧𝐢 𝐋𝐢𝐜𝐢𝐧𝐢𝐨

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CANZONE DI GIANLUCA BRATINA (BRATISKA)

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POESIA DI CARLO DI FRANCESCANTONIO

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RACCONTO DI ENRICO MACIOCI

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  GREEN PASS “ Fermati papà! Laggiù!” L’uomo accostò a malincuore la Musa in uno slargo, presso un gruppo di querce scheletriche. Sulla strada c’erano dieci centimetri di neve, e sotto la neve un sottile strato di ghiaccio, ma con le gomme termiche l’uomo contava di ripartire senza problemi. Nel momento in cui girò la chiave e spense il motore, tuttavia, pensò con assurda solennità: “Il dado è tratto.” Moglie e figlio scesero dall’auto. Dall’altro lato della strada si stendeva un campo cinto da alberi spogli. Dopo gli alberi e oltre un fosso ecco un rilievo scosceso, tagliato dalla cicatrice di un sentiero. Faceva freddo. Qualche fiocco cadeva riluttante dal cielo grigio. I corvi volavano in cerchio. L’uomo aprì lo sportello e rimirò le proprie scarpe da ginnastica. Si fermò coi piedi a mezz’aria. “ Vieni?” chiese la donna, guardandolo con un misto di biasimo e ripugnanza – possibile che fosse davvero ripugnanza? La rabbia lo morse, una corona di fauci piccola ma precisa al

POESIA DI LORENZO PIETROSANTI

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  𝐏𝐨𝐞𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 "𝐏𝐨𝐞𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐆𝐫𝐞𝐞𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬" L’autore, come ha scritto Paolo Gera , invece di dedicarsi a una poesia d’occasione ispirata direttamente dagli avvenimenti della pandemia, scanditi dalle misure sempre più restrittive dei governi Conte e Draghi, ha inglobato la sua protesta in un progetto più ampio, il “Manuale di lotta poetica”, di cui sono stati pubblicati on line finora nove capitoli. E’ un work in progress che si basa sulla raccolta e sul contenimento di un magma linguistico incandescente, in cui si mescolano la saggezza degli antichi e l’ottusa sequela delle parole contemporanee, quelle prodotte dagli algoritmi elaborati dal tecnocapitalismo, per controllare le voci e azzerare il dissenso. La scrittura di Pietrosanti si pone su un piano di sincronicità, di ‘performazione’ che può ricordare nelle regole di componimento l’ associazione automatica surrealista e che attesta la necessità di